Tag Archives: storia orale

Strani soldati senza bandiera: un radiodramma partigiano. Atto terzo

Atto terzo: Un fottuto casino. La battaglia. In cui si racconta della battaglia di B., della sua sottintesa simbologia mistica, di come si possa entrare nella storia pur essendo indisciplinati, scalzi e affamati. Perché il mondo è tutto ciò che accade, ma quando accade è solo un fottuto casino. A chiudere: una diga, il dilagante nulla della sua monotona materia e la voce di un fantasma. Liberamente tratto dai racconti di Giulio Questi. Musiche originali composte e eseguite dal Kalashnikov…

Seveso come un’infanzia

La vicenda “Seveso” non è certo questione che si possa affrontare così, con qualche decina di minuti di musica e parole. Ci sarebbe così tanto da dire da scrivere decine di volumi, che di fatto sono stati scritti e di cui diamo conto qui. Non è facile restituire all’ascoltatore di oggi i sentimenti di allora né ricostruire il gigantesco apparato di menzogna con cui è stata archiviata l’intera vicenda. Ciò che resta è l’impressione di trovarsi di fronte a un…

Strani soldati senza bandiera: un radiodramma partigiano. Atto secondo

  Atto secondo: Un sogno di ghiaccio e buio In cui si narra dell’arrivo di un Comandante con scarpe di gomma, giacca bianca e due occhi celesti che sembrano sorridere. Gli uomini raccolgono i loro stracci per inseguire forse qualcosa di bello, forse solo il peggiore dei sogni, fatto di ghiaccio e buio. Liberamente tratto dai racconti di Giulio Questi. Musiche originali composte e eseguite dal Kalashnikov Collective. Per ascoltare il primo atto: La Valle del Bergamino Impiccato

Strani soldati senza bandiera: un radiodramma partigiano. Atto primo

Strani soldati, quelli riesumati dalla penna di Giulio Questi, che come «uccelli portati dal vento di montagna» vagano per imprecise latitudini e oniriche curvature del tempo «alla ricerca di combattimenti e di cose da mangiare». Partigiani le cui storie non indugiano nella dolcificante agiografia dei giusti, ma hanno piuttosto il sapore schietto e amaro di una polenta bruciata; ad ascoltarle la Grande Storia si fa minuscola e feroce e i suoi attori vili e coraggiosi al tempo stesso, impegnati in…

Luca Rossi: uno di seicentoventicinque

La sera del 23 febbraio 1986, in un viale della circonvallazione di Milano, la giovane vita di Luca Rossi fu stroncata dallo sparo di un agente della Digos, e il suo nome venne ad aggiungersi alla lunga serie di vittime accessorie di una delle prime “leggi d’emergenza” vomitate dalla Repubblica Italiana. Diversamente da quella dei tanti uccisi dalla legge Reale, la morte di Luca non fu però inghiottita dal buio: da quel giorno, amici, parenti e compagni convennero al risoluto…

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande guerra. Vol. 5: fra cent’anni.

“Da qui a cent’anni, quanno / ritroveranno ner zappà la terra / li resti de li poveri sordati / morti ammazzati in guerra, / pensate un po’ che montarozzo d’ossa, / che fricandò de teschi / scapperà fòra da la terra smossa!”.  Così scriveva Trilussa, cent’anni fa, nel descrivere l’assurdità della guerra. Ultimo episodio di questa rubrica sul “canto popolare contro la Grande guerra” in cui risuonano gli stornelli contro Cadorna e il dolore degli sfollati, il dramma dei prigionieri…

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